19 Novembre 2001

“Ricordo che ero emozionato. E ricordo il posto e l’ufficialità della cosa”

“Per me Gruppo R erano un gruppetto di ragazzi che credeva in quello che stava facendo, che lo aveva fatto per del tempo sotto una “tettoia” a fianco alla chiesa dell’ospedale dei Colli…che poi si erano spostati a Vigodarzere…e adesso erano in centro storico da un notaio…forse volevano creare qualcosa di importante… sicuramente ci credevano”

“Ricordo solo che era buio, che il notaio ci ha fatto aspettare un bel po’. Mi sentivo, forse anche gli altri, come in attesa di una prova di abilità. Tutto si è svolto tra formalità e battute per stemperare la serietà del momento. Poi tutti al bar, per cosa non ricordo”


“Era freschino e buio. Tanta curiosità e sensazione di andare a fare un qualcosa di importante


Di queste testimonianze e di questi ricordi mi hanno colpita due cose: il buio e la sensazione di andare a fare qualcosa di importante.

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Un anno inaspettato e un nuovo punto di partenza: il mio Servizio Civile

Durante l’anno appena concluso ho avuto la fortuna di svolgere il Servizio Civile Regionale presso due servizi della Cooperativa Gruppo R: Casa Viola e il Centro Diurno la Bussola.
Il progetto “Spazi Rigenerativi” ha catturato fin subito il mio interesse perché consentiva di continuare ad esplorare un ambito in cui avevo già avuto qualche esperienza (quello della marginalità adulta) e, al tempo stesso, di sperimentarmi all’interno di un servizio per donne vittime di violenza. Mi piaceva molto l’idea di poter imparare qualcosa di nuovo senza abbandonare del tutto la strada percorsa fino ad ora.

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Dalla notte all’aurora.


Una vita bella e come la volevo io , cervello sempre attivo , atteggiamento sempre costruttivo e attenzione a chi si trovava in difficoltà. Pronto a dare e terribilmente imbarazzato nel chiedere e/o ricevere. Un lavoro, tante passioni che mi facevano sognare sempre un nuovo futuro e, come diceva mio nonno  ” in tasca sempre un soldo in più di quello che mi serve “.

Un brutto giorno la salute cede, piano piano i problemi diventano sempre più seri, ma il mio ottimismo mi tiene ancora fiducioso nel futuro. Problemi sempre più complessi e la sfortuna di trovare medici che sottovalutano la mia situazione. Salute incerta, la crisi e il lavoro non c’è più.

Mi concentro sulla salute ma la situazione si è ingarbugliata e non permette una visione chiara . Il tempo passa e i risparmi finiscono , il mio comportamento corretto degli anni precedenti mi fà guadagnare del tempo ma non basta. Richiedo un intervento alle istituzioni deputate alla mia nuova situazione ma è un porto delle nebbie  e il mio ottimismo piano piano lascia il posto ai pensieri negativi che mi trascinano in uno “stato mentale” non mio ! Un gorgo che mi fà vedere tutto negativo…non vedo più un futuro.

Un giorno vengo inviato al CD “La Bussola” e con molto scetticismo ci vado , vengo accolto con un sorriso e senza domande. Ci sono altre persone con situazioni simili alla mia e uno di loro , senza rendersene conto , mi fà  “scollegare” il cervello dai pensieri negativi  per 3-4 ore al giorno . La salute peggiora , due ricoveri nel porto delle nebbie e zero risposte; ma grazie allo staff del centro diurno entro in un appartamento di seconda accoglienza ed esco dal garage dove ero finito a dormire. Un letto con delle lenzuola, delle finestre, un bagno con doccia e una telefonata di “presenza e cortesia” al mattino dell’operatore che segue la mia persona. Un sollievo! Oltre ad ottusi burocrati, degli esseri umani di una cooperativa sociale mi stimolano, giustamente, ad essere attivo per me stesso e per i miei problemi e a riprendere attività compatibili  con le mie attitudini.

Adesso sono aumentate leggermente le mie entrate, grazie ad un impegno in una cooperativa sociale, e ho ritrovato il gusto di farmi riparare delle scarpe , di cambiarmi gli occhiali e altre piccole necessità; ma mi sono accorto che ho anche ricominciato a pensare al futuro (non a grandi cose viste le mie entrate ).

Una storia banale? Forse si o forse, ho incontrato persone che in punta di piedi si sono messi al mio fianco, sono stati capaci di “ribaltare” il mio stato mentale, è una storia speciale. Non so se adesso quella “luce” che mi sembra di intravedere è l’aurora o no ma in questo periodo ho la sensazione che la notte stia per finire.

GRAZIE  P.D.

Percorsi occupazionali e nuove opportunità.

S. ha 37 anni, viene dalla Nigeria e ha 3 figli. Da due anni il padre dei bambini non è più presente nella vita della famiglia. S. è in Italia dal 2001 e ha lavorato come cameriera ai piani e collaboratrice domestica. Da fine 2018 è inserita al’interno del Laboratorio Occupazionale Protetto gestito dalla Cooperativa Gruppo R con gli obiettivi di migliorare la lingua italiana e reinserirsi nel mondo del lavoro, tenendo in considerazione le attitudini e le poche esperienze pregresse. Dall’inizio dell’inserimento ad oggi S. ha svolto attività di assemblaggio e ha partecipato a corsi di formazione quali il corso di italiano, addetta alle pulizie, sicurezza, e a momenti individuali, utili per poterle fornire tutti quegli strumenti indispensabili per un nuovo inserimento lavorativo nel mercato del lavoro. Con gli operatori ha steso un nuovo cv, ha svolto role playing di colloqui di lavoro, ha approfondito i pre-requisiti richiesti dal mondo del lavoro in Italia. S. ha dimostrato motivazione, impegno e voglia di rimettersi in gioco e l’equipe del Laboratorio Occupazionale Protetto ha preso contatti con una cooperativa che gestisce dei b&b a Padova e ha accompagnata S. a fare un colloquio conoscitivo. Da settembre inizierà un tirocinio come addetta alle pulizie per sei mesi.

Ha concluso in questi giorni il suo progetto e ha lasciato un messaggio agli operatori del servizio.

“Ciao Gruppo R, scrivo per salutarvi e ringraziarvi. Mi è piaciuto tanto lavorare con voi e voglio ringraziarvi per tutto ciò che avete creato. Siete stati sempre gentili con me e non mi avete mai fatto sentire con un colore della pelle diverso. Per voi siamo tutti uguali. Ogni mattina al mio arrivo mi salutate e scherzate con me. Mi assegnate un lavoro, preoccupandovi sempre che sia adatto a me, chiedendomi se lo sento adatto o sia troppo difficile. Se sbaglio nessuno urla; solo correzioni e aiuti per lavorare correttamente.

Voglio ringraziare Alberto, Carlo, Andrea, Angela, Fabio e Michela ora che ho concluso il mio percorso. Mi mancherete tantissimo. Vi ringrazio anche perchè mi avete aiutato a cercare e trovare un nuovo lavoro, che mi piace moltissimo.

Vi bacio”

PNL: percorsi di inserimento lavorativo

Abbiamo chiesto a M. di raccontarci la sua esperienza e il suo percorso in PNL, uno dei nostri servizi di tipo B che si occupa di inserimento lavorativo per persone in situazione di svantaggio. Un servizio poco conosciuto, che non fa molto parlare di sé ma che è una grande ricchezza per la nostra cooperativa: un servizio che si pone l’obiettivo di offrire nuove opportunità, svolgendo attività  produttive finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone con svantaggi fisici o psichici, ex detenuti, persone uscite da percorsi di fuoriuscita dalle dipendenze, persone che per altre condizioni personali come età, poche competenze e fragilità non certificate sono poco appetibili per il mercato. Il servizio si realizza in tre strutture e si occupa di attività di assemblaggio e logistica per aziende del territorio, offrendo opportunità di lavoro ma rispondendo anche ai bisogni ed alle esigenze espressi da cittadini svantaggiati sia in ambito lavorativo ma anche di partecipazione attiva e autodeterminazione. M. non è abituato a parlare di sé ma ha deciso di condividere con il suo operatore di riferimento, Daniele, alcuni aspetti del suo percorso in PNL e della sua storia.

Come mai sei arrivato in PNL? Nel tempo ho avuto delle difficoltà a mantenere i lavori più impegnativi e questo ha portato la mia situazione clinica a peggiorare velocemente. In quel periodo l’assistente sociale mi ha proposto un percorso in un centro occupazionale diurno (COD) e, una volta valutato il mio rendimento, dopo un anno, hanno deciso di passarmi al CLG (Centro Lavoro Guidato) e successivamente proposto per lavori in cooperativa o aziende. Dopo un lungo periodo in cooperativa si è presentata l’occasione di effettuare un tirocinio in PNL tramite l’assistente sociale del Centro di Salute Mentale. Continua a leggere PNL: percorsi di inserimento lavorativo

Fratelli in Italia

“Chi salva una vita salva il mondo intero” (Talmud)

Venerdì 18 gennaio è stato messo in scena lo spettacolo “Fratelli in Italia”, presso il Centro Parrocchiale San Giuseppe di Legnaro. A seguire la serata, un pubblico numeroso, tra cui autorità locali come il Sindaco e l’Assessore alle politiche sociali, il comandante dei Carabinieri e il parroco di Legnaro.

L’idea di realizzare lo spettacolo a Legnaro deriva dal fatto che ospita una casa di accoglienza gestita dalla cooperativa Gruppo R, dove dieci ragazzi provenienti da tre diversi paesi africani vivono in attesa dell’esito della loro richiesta di status di richiedenti asilo. L’obiettivo della serata era portare informazioni su un tema così delicato e attuale come quello delle migrazioni e far conoscere al pubblico le possibili motivazioni che spingono le persone a migrare e a non fermarsi una volta partiti: le violenze subite, il costo economico del viaggio e i suoi pericoli, una situazione di guerra, le persecuzioni politiche o religiose o, più in generale, la totale precarietà del proprio paese che non ti permette di vivere dignitosamente.

Lo spettacolo ha avuto un ruolo molto importante per Continua a leggere Fratelli in Italia

Vecchie strade, nuove prospettive.

L’affidamento per il servizio dei gruppi appartamento alla nostra cooperativa scadrà il 31 dicembre e il 2019 porterà cambiamenti per questi servizi che al loro interno accolgono storie di uomini, spesso con un passato come senza fissa dimora.

Per chiudere questo anno lasciando un pezzetto della tanta strada fatta da questo servizio e da questa equipe di lavoro, ma allo stesso tempo per lasciare spazio alle novità che il futuro ci riserverà, abbiamo chiesto a Vincenzo, uno degli ospiti dei nostri appartamenti di raccontarci ciò che desiderava della sua storia e di questo lungo percorso che lo ha portato fin qui.

Le seconde accoglienze sono infatti dei servizi “di mezzo”, una dimensione di cambiamento che tiene ancora legato ad un passato difficile ma che può diventare un momento di passaggio per qualcosa di nuovo. Percorsi e progetti  lunghi, con alti e bassi, dove le proprie consapevolezze e le proprie difficoltà possono emergere e possono essere affrontate, grazie anche a operatori presenti con il ruolo di supporto e di aiuto a riconoscere una nuova strada.

“Mi chiamo Vincenzo, ho 63 anni e sono nato in un paese della provincia di Bari.
Ho vissuto in Puglia fino all’età di 43 anni, ero sposato e ho tre figli. Ho sempre lavorato come muratore e come contadino, poi purtroppo sono successe cose di cui non voglio parlare perché molto tristi per me e ho deciso di trasferirmi. Continua a leggere Vecchie strade, nuove prospettive.

14 Gennaio 2018, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Il 14 Gennaio è stata la giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Una giornata unita a valori quali “Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare”, le quattro azioni suggerite da Papa Francesco. Una giornata che vuole sviluppare una riflessione in merito a questo tema, ancora molto caldo e spesso strumentalizzato, per promuovere un ingresso sicuro e legale ai migranti e rifugiati, un riconoscimento e una valorizzazione delle loro capacità e competenze, che rappresentano una vera risorsa per le nostre comunità di accoglienza; promuovere la possibilità di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni, compresa la religione, e l’apertura nei loro confronti, l’incontro, instaurando una conoscenza reciproca.

In occasione di questa giornata appena passata e con la speranza che siano valori e riflessioni che possano accompagnarci nel tempo e non solo “per un giorno” vogliamo pubblicare la storia di Y, un ragazzo del Gambia, accolto nel nostro CAS, e attraverso le sue parole e la sua storia fare esperienza di queste quattro “azioni”. Y. è arrivato in Gruppo R nel settembre 2014 come richiedente asilo e da quel giorno è stato accolto presso il Centro di Accoglienza Straordinaria di Legnaro.

“Sono arrivato in Italia nel 2014, sbarcando sulle coste siciliane. Sono originario dal Gambia, ma non ti racconterò la mia storia prima dell’arrivo in Italia, questo ancora non riesco a farlo. Posso raccontarti che sono arrivato in Sicilia nel 2014 e che da lì mi hanno messo su un aereo e che con altri ragazzi siamo volati sino a Verona. Da lì ci siamo spostati subito, questa volta in autobus, per arrivare a Sandrigo, in provincia di Vicenza. Siamo rimasti lì per quasi tre mesi, ma non abbiamo fatto molto, abbiamo solo svolto del volontariato per la pulizia del paese e cose così; non mi piaceva tanto il posto, eravamo così isolati da tutto. Dopo questi tre mesi ci hanno spostato di nuovo: ci hanno diviso, alcuni a Vicenza e altri, come me, a Padova.
Arrivo finalmente in questa città, Continua a leggere 14 Gennaio 2018, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Volontario per scelta.

Come in più occasioni già raccontato, i nostri servizi sono così ricchi e sempre in continua evoluzione grazie alla preziosa presenza di molti volontari. Essere volontario è una scelta: ma le ragioni che hanno spinto i nostri volontari a diventare pezzetti del nostro puzzle sono le più svariate.

Luci che si accendono, che si riaccendono e accendono altre luci. Queste le storie che vogliamo raccontare. Per questo oggi vi raccontiamo questa “luce” e ringraziamo G. per aver voluto condividere con noi la sua storia e la sua scelta.

“Ho conosciuto il Centro Diurno “La Bussola” circa otto anni fa.
Arrivato ormai ai sessant’anni, a qualche anno dalla pensione, mi sono trovato senza lavoro, con diverse difficoltà e per questo motivo ho dovuto rivolgermi ai servizi sociali del mio comune. L’assistente sociale mi ha così proposto di iniziare un’esperienza lavorativa presso il Laboratorio Occupazionale Protetto di Vigodarzere. Mi ricordo di aver accettato immediatamente: mi resi subito conto che per me era una grande opportunità poter concludere la mia esperienza lavorativa e finalmente andare in pensione. Continua a leggere Volontario per scelta.

Ricerca di…reti.

C’è una parte un pò nascosta del nostro lavoro nel Laboratorio Occupazionale, una parte a volte difficile da far conoscere e spiegare all’esterno, una parte a volte molto complessa e faticosa ma centrale rispetto agli obiettivi che il nostro servizio si pone: la costruzione di inserimenti lavorativi nel mercato libero.

Tante le ore di ricerca e di telefonate, tante le porte chiuse perchè non si conosce il nostro lavoro o la nostra realtà, tante le paure dall’esterno nell’intraprendere collaborazioni con servizi che offrono opportunità a persone fragili. E’ difficile spesso spiegare a coloro che offrono lavoro nel mercato libero che un “tirocinio” può essere anche per loro un’opportunità, dove non ci sono vincoli; far capire che noi ci siamo per accompagnare queste persone e che abbiamo avuto modo di conoscerli, che il progetto continua e che collaborazione e monitoraggio sono per il nostro lavoro all’ordine del giorno.

Difficile si..ma non impossibile. Per questo motivo vogliamo oggi raccontarvi, con gli occhi e il cuore di un operatore, una di quelle volte in cui sono più le soddisfazioni che le criticità, dove abbiamo cucito relazioni, costruito nuove reti e percorso nuove strade…insieme!

“Voglio raccontarvi una parte del nostro lavoro, del mio lavoro, spesso faticoso e non certo lineare, ma altrettanto dinamico e appagante; voglio raccontarvi l’esperienza di un inserimento lavorativo dal mio punto di vista, dal punto di vista di un operatore, di chi propone questa esperienza a persone fragili e poi le supporta, di chi prova a far capire che è arrivato il momento di provarci e che c’è un’occasione da cogliere.

In poche righe voglio riattraversare il percorso di Cristian, al quale dopo quasi 8 mesi all’interno del Laboratorio è stata fatta la proposta di un inserimento come tirocinante c/o un allevamento di asini. Continua a leggere Ricerca di…reti.