Nuove sfide per il lavoro sociale: leggere i contesti, connettere le comunità per generare inclusione sociale

Questo 2023 è stato un anno davvero ricco…un anno di cambiamenti, di saluti e nuovi arrivi, di sfide, di certezze e di incertezze, di entusiasmo e di preoccupazioni, di cooperazione e incontro. Tantissime persone hanno attraverso la nostra cooperativa, i nostri servizi, tantissime storie si sono incontrate, conosciute, scoperte.

E’ stato un anno dove abbiamo anche continuato un percorso iniziato nel 2022, accompagnati dalla società Indaco, che attraverso dei percorsi partecipativi ha dato vita a tre progettualità: Fondamenta, un progetto con uno sguardo alle risorse umane della nostra cooperativa; un focus sull’equipe Accoglienze e la costruzione di un manifesto sull’Inclusione Sociale, che ha coinvolto tutt3 3 collegh3 dell’Area Inclusione.

Inclusione sociale. Parte integrante del nostro lavoro quotidiano, obiettivo ma anche stile. Approccio che ci caratterizza dall’inizio della storia di Gruppo R. Ma cosa è cambiato nel tempo e soprattutto, come e dove vogliamo che Gruppo R si posizioni nel nostro territorio e nella nostra città su questo tema?

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Ma cosa sono questi PUC?

Alcunə di voi ne avranno sentito parlare, altrə non sapranno nemmeno esistano ma i Progetti Utili alla Collettività detti PUC da circa un anno sono uno dei tanti progetti che la nostra cooperativa sta seguendo e dove alcune colleghe lavorano quotidianamente per promuovere occasioni di inclusione rivolte a persone in situazione di disagio socio-economico e percettrici di sostegno al reddito.

Abbiamo chiesto così a Laura, Chiara e Fabiana di raccontarci di cosa si sono occupate e si stanno occupando in questi mesi e di farci conoscere melio questi progetti.

I PUC: Progetti Utili alla Collettività

Da ormai un anno (tutto prese avvio infatti in novembre del 2022) la nostra Cooperativa, in partenariato con altre due cooperative, Cosep e Il Sestante, è coinvolta nella realizzazione di un importante progetto che riguarda la “gestione dei progetti PUC” per conto del Comune di Padova.
Ma cosa sono i PUC? L’acronimo significa “Progetti Utili alla Collettività”, i cui destinatari sono i cittadini percettori del reddito di cittadinanza (RdC, che come noto è uno strumento recentemente “riformato”) che sono tenuti dalla normativa a svolgere “progetti utili alla collettività” attraverso la partecipazione ad attività volontari per un numero di ore comprese tra le 8 e le 16 settimanali presso realtà del Terzo Settore o Enti pubblici.

Un progetto di Ambito

Gruppo R ha pensato che fosse molto importante entrare in questa attività: i beneficiari, il territorio, i partner, il tema di cui si occupa il progetto sono infatti molto “caldi” e pertinenti rispetto ai servizi che gestiamo. Anche le prospettive del progetto sono interessanti, perché ci consentono di conoscere ancora meglio un territorio molto più ampio del Comune di Padova: il progetto è infatti collocato nell’area del nuovo “Ambito Territoriale Sociale” denominato “Ven16”.
Una zona corrispondente alla ex Ulss 16 nella quale Gruppo R opera intensamente.
Lavora a questo progetto un’equipe “interaziendale”, composta quindi da colleghe delle tre cooperative, e coordinata proprio da Gruppo R! Per noi sono coinvolte Laura Toffanin (coordinatrice dell’equipe interaziendale), Chiara Magagnini e Fabiana Esposito.
Gruppo R, in particolare, concentra il proprio lavoro nel territorio della Saccisica, che comprende ben 11 Comuni! …e con questo post vogliamo raccontarvi un po’ come abbiamo lavorato in questi mesi.

Costruire match tra beneficiari ed enti ospitanti

Come prima cosa abbiamo mappato il territorio per comprendere in modo diremo “capillare” quali potessero essere gli enti ospitanti. La fase successiva è stata il contatto “uno per uno”, per presentare il progetto e spiegare le possibili opportunità per gli enti ospitanti. Anche per gli enti infatti questa iniziativa rappresenta un’occasione: di collaborazione, di scoperta di nuove risorse, di valorizzazione delle relazioni con le persone e con gli enti.
Più volte è capitato che grazie a queste esperienze PUC l’attività di volontariato si sia trasformata poi in una proposta di attività lavorativa!
Il ruolo fondamentale delle operatrici è proprio questo: individuare attitudini, competenze e risorse degli utenti, accogliere i loro bisogni, conciliare i loro impegni famigliari con le attività previste per creare un buon match tra ente e persona.
E per la stessa persona l’esperienza è utile per sperimentarsi in un luogo in cui riconoscere il proprio valore, socializzare, uscire dalla routine e dal rischio di vivere in un contesto di solitudine essendo spesso persone disoccupate da lungo periodo ed isolate.
Abbiamo pensato di raccontarvi ance una “storia di successo”, pensando che questa possa essere un buon esempio di quanto di buono il progetto è in grado di svolgere.

Una storia di successo: la storia di ELLE

La signora ELLE ha svolto il suo PUC con un ente del territorio di residenza per un
periodo complessivo di poco più di 3 mesi. Fin dal colloquio di conoscenza, la signora è stata disponibile, proattiva e collaborativa.
Non conosceva, prima del PUC, l’ente in cui avrebbe poi svolto l’attività ma si è fin da subito aperta. È stata coinvolta tre giorni alla settimana nell’attività di supporto ai compiti con il doposcuola e affiancamento nell’attività di bar. In entrambe le mansioni, la signora ha dimostrato una particolare propensione alla relazione con l’altro: bambini, ragazzi e adulti. Sono stati sempre presenti in lei entusiasmo e gentilezza. ELLE racconta di essersi integrata molto bene nell’ambiente sociale con gli altri operatori e volontari. È stata molto contenta di aver svolto l’attività perché ha conosciuto persone nuove, sia all’interno dell’ente che della comunità del paese.
Svolgere l’attività di gestione del bar in alcuni pomeriggi, in affiancamento ad altri volontari, le ha permesso di acquisire nuove competenze, utili nella sua ricerca lavoro futura.
Il PUC, nel suo complesso, è stato vissuto come una grande opportunità, riuscendo a cogliere le opportunità del progetto. Grazie anche alla scheda di verifica finale, ha condiviso come il PUC sia stato considerato per lei una forma di restituzione del beneficio ricevuto. Il responsabile dell’ente ci ha comunicato che la collaborazione con ELLE sta continuando, anche a PUC concluso, con l’attività volontaria di supporto al doposcuola, un pomeriggio alla settimana.

Che dire anche per noi una bella soddisfazione!!!

Vite sospese

Nel mese di Luglio abbiamo scelto di voler raccontare la nostra esperienza di accoglienza attivata da qualche mese per le persone ucraine, fuggite dal conflitto che ha colpito il loro paese. Lo facciamo attraverso le parole di Andrea Rigobello, responsabile dell’Area Inclusione della nostra cooperativa, e di due donne accolte nelle nostre strutture.

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Casa Adele, un progetto di desideri e accoglienza

La prima volta che sono entrata in Casa Adele ho subito pensato ai bambini e alle mamme che avrebbero iniziato in quelle stanze il loro percorso.


Una casa, prima di essere un luogo, è uno spazio che ci portiamo dentro. Una forma che ci abita nel cuore da tempi immemorabili. Casa è un corpo ideale che ci contiene e ci accoglie, ci manifesta e ci protegge. Casa è un luogo reale che quotidianamente amiamo e odiamo, sospesi fra protezione e avventura, riconoscimento e libertà. Casa è una forma del desiderio che dorme nei nostri pensieri e si accende al suono di una parola, al balenare di un gesto.”

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Gruppo R: tra storia e cambiamento, per una cooperativa che si rinnova

Il 2022 ormai è alle porte e come ultimo post dell’anno abbiamo chiesto a Emanuela Tacchetto e Massimo Citran di “tirare le fila” di questo anno che finisce e di raccontarci le nuove sfide per ciò che arriverà. Tre sono le parole chiave con cui vogliono accompagnarci in questo sguardo tra presente, passato e futuro: cambiamento, responsabilità e leadership cooperativa.

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19 Novembre 2001

“Ricordo che ero emozionato. E ricordo il posto e l’ufficialità della cosa”

“Per me Gruppo R erano un gruppetto di ragazzi che credeva in quello che stava facendo, che lo aveva fatto per del tempo sotto una “tettoia” a fianco alla chiesa dell’ospedale dei Colli…che poi si erano spostati a Vigodarzere…e adesso erano in centro storico da un notaio…forse volevano creare qualcosa di importante… sicuramente ci credevano”

“Ricordo solo che era buio, che il notaio ci ha fatto aspettare un bel po’. Mi sentivo, forse anche gli altri, come in attesa di una prova di abilità. Tutto si è svolto tra formalità e battute per stemperare la serietà del momento. Poi tutti al bar, per cosa non ricordo”


“Era freschino e buio. Tanta curiosità e sensazione di andare a fare un qualcosa di importante


Di queste testimonianze e di questi ricordi mi hanno colpita due cose: il buio e la sensazione di andare a fare qualcosa di importante.

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Un anno inaspettato e un nuovo punto di partenza: il mio Servizio Civile

Durante l’anno appena concluso ho avuto la fortuna di svolgere il Servizio Civile Regionale presso due servizi della Cooperativa Gruppo R: Casa Viola e il Centro Diurno la Bussola.
Il progetto “Spazi Rigenerativi” ha catturato fin subito il mio interesse perché consentiva di continuare ad esplorare un ambito in cui avevo già avuto qualche esperienza (quello della marginalità adulta) e, al tempo stesso, di sperimentarmi all’interno di un servizio per donne vittime di violenza. Mi piaceva molto l’idea di poter imparare qualcosa di nuovo senza abbandonare del tutto la strada percorsa fino ad ora.

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Dalla notte all’aurora.


Una vita bella e come la volevo io , cervello sempre attivo , atteggiamento sempre costruttivo e attenzione a chi si trovava in difficoltà. Pronto a dare e terribilmente imbarazzato nel chiedere e/o ricevere. Un lavoro, tante passioni che mi facevano sognare sempre un nuovo futuro e, come diceva mio nonno  ” in tasca sempre un soldo in più di quello che mi serve “.

Un brutto giorno la salute cede, piano piano i problemi diventano sempre più seri, ma il mio ottimismo mi tiene ancora fiducioso nel futuro. Problemi sempre più complessi e la sfortuna di trovare medici che sottovalutano la mia situazione. Salute incerta, la crisi e il lavoro non c’è più.

Mi concentro sulla salute ma la situazione si è ingarbugliata e non permette una visione chiara . Il tempo passa e i risparmi finiscono , il mio comportamento corretto degli anni precedenti mi fà guadagnare del tempo ma non basta. Richiedo un intervento alle istituzioni deputate alla mia nuova situazione ma è un porto delle nebbie  e il mio ottimismo piano piano lascia il posto ai pensieri negativi che mi trascinano in uno “stato mentale” non mio ! Un gorgo che mi fà vedere tutto negativo…non vedo più un futuro.

Un giorno vengo inviato al CD “La Bussola” e con molto scetticismo ci vado , vengo accolto con un sorriso e senza domande. Ci sono altre persone con situazioni simili alla mia e uno di loro , senza rendersene conto , mi fà  “scollegare” il cervello dai pensieri negativi  per 3-4 ore al giorno . La salute peggiora , due ricoveri nel porto delle nebbie e zero risposte; ma grazie allo staff del centro diurno entro in un appartamento di seconda accoglienza ed esco dal garage dove ero finito a dormire. Un letto con delle lenzuola, delle finestre, un bagno con doccia e una telefonata di “presenza e cortesia” al mattino dell’operatore che segue la mia persona. Un sollievo! Oltre ad ottusi burocrati, degli esseri umani di una cooperativa sociale mi stimolano, giustamente, ad essere attivo per me stesso e per i miei problemi e a riprendere attività compatibili  con le mie attitudini.

Adesso sono aumentate leggermente le mie entrate, grazie ad un impegno in una cooperativa sociale, e ho ritrovato il gusto di farmi riparare delle scarpe , di cambiarmi gli occhiali e altre piccole necessità; ma mi sono accorto che ho anche ricominciato a pensare al futuro (non a grandi cose viste le mie entrate ).

Una storia banale? Forse si o forse, ho incontrato persone che in punta di piedi si sono messi al mio fianco, sono stati capaci di “ribaltare” il mio stato mentale, è una storia speciale. Non so se adesso quella “luce” che mi sembra di intravedere è l’aurora o no ma in questo periodo ho la sensazione che la notte stia per finire.

GRAZIE  P.D.

Percorsi occupazionali e nuove opportunità.

S. ha 37 anni, viene dalla Nigeria e ha 3 figli. Da due anni il padre dei bambini non è più presente nella vita della famiglia. S. è in Italia dal 2001 e ha lavorato come cameriera ai piani e collaboratrice domestica. Da fine 2018 è inserita al’interno del Laboratorio Occupazionale Protetto gestito dalla Cooperativa Gruppo R con gli obiettivi di migliorare la lingua italiana e reinserirsi nel mondo del lavoro, tenendo in considerazione le attitudini e le poche esperienze pregresse. Dall’inizio dell’inserimento ad oggi S. ha svolto attività di assemblaggio e ha partecipato a corsi di formazione quali il corso di italiano, addetta alle pulizie, sicurezza, e a momenti individuali, utili per poterle fornire tutti quegli strumenti indispensabili per un nuovo inserimento lavorativo nel mercato del lavoro. Con gli operatori ha steso un nuovo cv, ha svolto role playing di colloqui di lavoro, ha approfondito i pre-requisiti richiesti dal mondo del lavoro in Italia. S. ha dimostrato motivazione, impegno e voglia di rimettersi in gioco e l’equipe del Laboratorio Occupazionale Protetto ha preso contatti con una cooperativa che gestisce dei b&b a Padova e ha accompagnata S. a fare un colloquio conoscitivo. Da settembre inizierà un tirocinio come addetta alle pulizie per sei mesi.

Ha concluso in questi giorni il suo progetto e ha lasciato un messaggio agli operatori del servizio.

“Ciao Gruppo R, scrivo per salutarvi e ringraziarvi. Mi è piaciuto tanto lavorare con voi e voglio ringraziarvi per tutto ciò che avete creato. Siete stati sempre gentili con me e non mi avete mai fatto sentire con un colore della pelle diverso. Per voi siamo tutti uguali. Ogni mattina al mio arrivo mi salutate e scherzate con me. Mi assegnate un lavoro, preoccupandovi sempre che sia adatto a me, chiedendomi se lo sento adatto o sia troppo difficile. Se sbaglio nessuno urla; solo correzioni e aiuti per lavorare correttamente.

Voglio ringraziare Alberto, Carlo, Andrea, Angela, Fabio e Michela ora che ho concluso il mio percorso. Mi mancherete tantissimo. Vi ringrazio anche perchè mi avete aiutato a cercare e trovare un nuovo lavoro, che mi piace moltissimo.

Vi bacio”

PNL: percorsi di inserimento lavorativo

Abbiamo chiesto a M. di raccontarci la sua esperienza e il suo percorso in PNL, uno dei nostri servizi di tipo B che si occupa di inserimento lavorativo per persone in situazione di svantaggio. Un servizio poco conosciuto, che non fa molto parlare di sé ma che è una grande ricchezza per la nostra cooperativa: un servizio che si pone l’obiettivo di offrire nuove opportunità, svolgendo attività  produttive finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone con svantaggi fisici o psichici, ex detenuti, persone uscite da percorsi di fuoriuscita dalle dipendenze, persone che per altre condizioni personali come età, poche competenze e fragilità non certificate sono poco appetibili per il mercato. Il servizio si realizza in tre strutture e si occupa di attività di assemblaggio e logistica per aziende del territorio, offrendo opportunità di lavoro ma rispondendo anche ai bisogni ed alle esigenze espressi da cittadini svantaggiati sia in ambito lavorativo ma anche di partecipazione attiva e autodeterminazione. M. non è abituato a parlare di sé ma ha deciso di condividere con il suo operatore di riferimento, Daniele, alcuni aspetti del suo percorso in PNL e della sua storia.

Come mai sei arrivato in PNL? Nel tempo ho avuto delle difficoltà a mantenere i lavori più impegnativi e questo ha portato la mia situazione clinica a peggiorare velocemente. In quel periodo l’assistente sociale mi ha proposto un percorso in un centro occupazionale diurno (COD) e, una volta valutato il mio rendimento, dopo un anno, hanno deciso di passarmi al CLG (Centro Lavoro Guidato) e successivamente proposto per lavori in cooperativa o aziende. Dopo un lungo periodo in cooperativa si è presentata l’occasione di effettuare un tirocinio in PNL tramite l’assistente sociale del Centro di Salute Mentale. Continua a leggere PNL: percorsi di inserimento lavorativo