Un “Salotto” per chi una casa non ce l’ha

” Non ho mai realmente riflettuto sul significato del Salotto fino al momento in cui un ospite del servizio, che non parla l’italiano, mi chiede: ‘Che cosa vuol dire salotto?

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Volontariato e cooperazione: insieme si costruisce

Giovedì 23 settembre la Bussola ha ospitato una serata a tema volontariato e cooperazione sociale che ha visto gli interventi di Mario Baldo, cooperatore sociale e parte della direzione del Consorzio ccs e consigliere di Federsolidairetà, e di due volontarie appartenenti a realtà che hanno cooperato con il Centro Diurno: Giusy, che fa parte di Arte Migrante Padova, e Vittoria di Libera contro le mafie. La serata era aperta a tutti i volontari di Gruppo R e delle due realtà che vi hanno partecipato. Abbiamo chiesto a Giusy e Vittoria di darci il loro contributo.

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Mercato e Terzo Settore: lo scambio riduce le distanze

Marco, socio e lavoratore della nostra cooperativa sociale Gruppo R nella parte B, denominata REMIX, racconta la sua esperienza lavorativa nel settore aziendale e nel mondo cooperativo, mettendo a confronto questi due mondi apparentemente distanti ma dalle tante potenziali collaborazioni e integrazioni.

” Quando Emanuela e Mariasole mi hanno chiesto di raccontare qualcosa riguardo alla mia esperienza in Cooperativa, al momento, non avevo realizzato che per farlo avrei dovuto riavvolgere il nastro della vita fino al … secolo scorso. Infatti era Aprile del 1984 quando sono entrato per la prima volta nel piccolo laboratorio di quello che poi sarebbe diventato Gruppo Polis e che allora andava sotto il nome di “Associazione Vita Nova”. Vi ero arrivato come obiettore di coscienza, in forza alle Cucine Popolari e all’Opera della Provvidenza di Sarmeola, mandato poi a dare una mano agli ospiti della casa famiglia che c’era in quel di Mejaniga. In quel contesto ho vissuto le mie prime esperienze lavorative ed ho avuto anche i primi “maestri”. La formazione di quel periodo è stata fondamentale e mi è stata sicuramente utile in ogni successiva fase del percorso professionale, sia all’interno che all’esterno della cooperazione. Aver mosso i primi passi nel mondo del lavoro, istruito e allenato a sentirlo e a viverlo come una scelta responsabile e non come un semplice dovere nei confronti di sé stessi e della società, è stata una fortuna impagabile.

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Altre prospettive, nuove opportunità

Elsa, una studentessa e tirocinante nell’equipe accoglienze di Gruppo R è con noi da qualche mese e per il suo percorso di formazione e studi ha deciso di seguire i progetti ed entrare in contatto con i nostri ospiti negli appartamenti di seconda accoglienza.

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Nuove finestre online per Lopup e Materie Prime

Anche se mi sembra ieri, sono passati già quasi due mesi da quando ho iniziato il mio tirocinio in comunicazione per Gruppo R. La mia esperienza qui nasce dal desiderio che la Cooperativa ha avuto di far crescere i due progetti di artigianato Lopup e Materie Prime.

Non credo molto nel caso, e sicuramente non lo è il fatto che entrambi i progetti siano nati o, per meglio dire, rinati nello stesso periodo in cui anch’io ho iniziato un nuovo percorso lavorativo nel campo del marketing. Il mio percorso di formazione si è legato al bisogno che i due progetti hanno sentito di evolvere, per raccontarsi e avvicinarsi di più al pubblico, rafforzando la propria personalità per diventare riconoscibili e appetibili.

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Approcciamo il rispetto!

In questo 2020-2021, tra chiusure e distanze sociali, alcune di noi, professioniste dell’area di contrasto alla violenza di genere della nostra Cooperativa, sono riuscite ad entrare nelle scuole e ad incontrare alcuni ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado per esplorare le differenze di genere e parlare di rispetto, mettendo in evidenza i tanti stereotipi e le tante contraddizioni che abitano la nostra quotidianità e quella delle giovani generazioni.

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Materie Prime: faremo grandi cose insieme!

Il post di Aprile del Blog “Storie” vuole raccontarvi un progetto che da qualche anno sta crescendo all’interno del centro diurno La Bussola, il laboratorio di terracotta e i suoi prodotti: Materie Prime.

Questo progetto nasce nel 2018, dall’idea di creare nuove occasioni di socializzazione e di creatività per ospiti e volontari che frequentano il centro. Nasce un pò per metterci in gioco, “con le mani in pasta“, per conoscere un materiale diverso, per creare forme e semplici prodotti. Il tempo passa, volontari e operatori vedono che questo spazio di laboratorio raccoglie qualcosa di prezioso e di nuovo, gli ospiti sempre più incuriositi si approcciano al laboratorio con frequenza ed interessa e quindi è chiaro: bisogna darsi da fare e provare a costruire qualcosa di nuovo, qualcosa che possa raccontare ciò che viviamo e respiriamo nel Centro durante questa attività anche all’esterno, qualcosa che parli di noi.

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Essere uomini tra aspetti culturali e storia personale

Laura, operatrice nei servizi dell’Area contrasto alla violenza di genere della nostra Cooperativa, ci racconta l’importanza delle azioni di formazione e sensibilizzazione in occasione di un webinar promosso dal Comune di Cadoneghe in collaborazione con Gruppo Polis per la “Giornata internazionale della Donna”.

Mercoledì 24 marzo io e il mio collega Marco Nicastro, come operatori del SUM (servizio che si occupa della presa in carico degli uomini autori di violenza), abbiamo organizzato e realizzato un webinar che abbiamo voluto intitolare Essere uomini tra aspetti culturali e storia personale”. Un’iniziativa di formazione e sensibilizzazione rivolta soprattutto agli uomini. I partecipanti al webinar si sono dimostrati interessati e coinvolti.
Nel lavoro di contrasto al fenomeno della violenza di genere, gli studi e le raccomandazioni internazionali individuano come fondamentale il ruolo dell’educazione e sensibilizzazione rivolta ai bambini, giovani e adulti, maschi.
Sappiamo bene infatti che la violenza “inizia da lontano”.

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Amore è: sapere come prendi il caffè

Vittoria è una volontaria del nostro Centro Diurno La Bussola. L’abbiamo conosciuta ad Aprile 2020, in piena emergenza sanitaria. Per il nostro servizio è stata una piccola luce in un periodo molto intenso e faticoso per tutti noi. Ci racconta in questo post la sua esperienza di volontariato.

Ho conosciuto il Centro Diurno La Bussola attraverso il Centro Servizio per il Volontariato di Padova (CSV). All’inizio del 2020 ci siamo organizzati per sostenere le realtà del territorio, mentre l’Italia intera chiudeva e scoprivamo una nuova alterata quotidianità. Con il CSV abbiamo coordinato progetti e volontari cittadini, tantissimi. Poi un giorno Mario, coordinatore del CSV e il mio “capitano” del 2020, mi ha chiesto di fare un turno al Centro Diurno La Bussola, un centro diurno nel quartiere Arcella. Non sapevo nient’altro, colpevolmente, della struttura e di Gruppo Polis. Sono andata raccomandando a me stessa di non essere né troppo timorosa e preventivamente timida, né affrettata e “casinara”.

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19 Novembre 2001

“Ricordo che ero emozionato. E ricordo il posto e l’ufficialità della cosa”

“Per me Gruppo R erano un gruppetto di ragazzi che credeva in quello che stava facendo, che lo aveva fatto per del tempo sotto una “tettoia” a fianco alla chiesa dell’ospedale dei Colli…che poi si erano spostati a Vigodarzere…e adesso erano in centro storico da un notaio…forse volevano creare qualcosa di importante… sicuramente ci credevano”

“Ricordo solo che era buio, che il notaio ci ha fatto aspettare un bel po’. Mi sentivo, forse anche gli altri, come in attesa di una prova di abilità. Tutto si è svolto tra formalità e battute per stemperare la serietà del momento. Poi tutti al bar, per cosa non ricordo”


“Era freschino e buio. Tanta curiosità e sensazione di andare a fare un qualcosa di importante


Di queste testimonianze e di questi ricordi mi hanno colpita due cose: il buio e la sensazione di andare a fare qualcosa di importante.

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