Un “Salotto” per chi una casa non ce l’ha

” Non ho mai realmente riflettuto sul significato del Salotto fino al momento in cui un ospite del servizio, che non parla l’italiano, mi chiede: ‘Che cosa vuol dire salotto?

Salotto means living room

La mia risposta immediata è una banale traduzione del termine, ma mentre dalla bocca mi esce la frase “Salotto means living room” mi sto già rendendo conto della pochezza di tale definizione.

Riformulo subito il concetto aggiungendo che il salotto è la stanza della casa dove di solito c’è il divano, la stanza in cui, quando rientri a casa stanco, finalmente togli le scarpe e ti rilassi. In salotto poi non ci sei solo tu, non è un posto tuo privato come una stanza da letto, c’è anche il resto della tua famiglia (o chiunque altro abiti con te) perché il salotto è anche condivisione.

Adesso hai capito cos’è il salotto?‘ Risponde sì, e mi sembra di veder scorrere nei suoi occhi le immagini di divani, tappeti, lampade e persone sedute nei salotti del suo passato. Non è per niente facile parlare di casa a chi non ne ha una. Così come non è semplice far sentire qualcuno a casa in un ambiente che di casa ha poco o niente, ma il Salotto esiste proprio per questo.

Che cos’è il Salotto?

Il Salotto è uno spazio pomeridiano di due ore riservato ad un gruppo ristretto di ospiti dell’Asilo Notturno comunale, uno spazio in cui gli operatori della cooperativa Gruppo R, si fanno in quattro per accogliere le persone e coinvolgerle in diverse attività. Al Salotto in effetti si può fare un po’ di tutto, lo scopo è quello di trascorrere del tempo di qualità dedicandosi ad attività di gruppo o anche semplicemente avere la possibilità di “togliersi le scarpe” e rilassarsi, appoggiare lo zaino e riposare, senza girare per la città in attesa dell’orario di apertura del dormitorio.

La mia partecipazione al Salotto è stata in qualità di tirocinante in seguito alla mia laurea in Psicologia. Nell’arco di questo periodo ho avuto il piacere di conoscere diverse persone che hanno aderito al servizio, ognuna delle quali ha fatto il suo percorso (o lo sta ancora continuando) e ha portato il suo contributo al gruppo. Non c’è infatti un programma fisso per chi aderisce al Salotto, il ricambio di persone è continuo e questo contribuisce ad uno degli aspetti più belli di questo spazio, ovvero il Salotto è pensato per e con le persone.

Il tè delle 5 p.m. : raccontarsi e accogliere

Accogliere, coinvolgere e sviluppare il proprio potenziale sono tra i punti cardine dell’attività del Salotto e la flessibilità con cui si cerca di rispondere ai bisogni delle persone è alla base di tutte le proposte. Il Salotto poi è un salotto a tutti gli effetti in quanto il tè delle cinque si beve davvero ogni pomeriggio e devo dire che nemmeno le proverbiali chiacchiere mancano. Oltre a questo (bellissimo) momento di convivialità che si viene a creare, il Salotto vuole essere anche uno spazio in cui le persone possano essere libere di raccontarsi ed essere ascoltate, in cui possono condividere con qualcuno il peso delle difficoltà quotidiane, i propri pensieri e, perché no, anche le proprie speranze per il futuro.”

Pensando al mio di futuro devo ammettere che, essendo giunta alla conclusione del mio tirocinio, sentirò la mancanza del Salotto e delle sue persone, delle partite a carte interminabili, dei fiumi di tè caldo e (specialmente) dei fiumi di parole che hanno fatto parte dei miei pomeriggi da un anno a questa parte.”

Queste le parole di Federica, tirocinante dell’ “Associazione Noi sulla strada” nel nostro servizio di “Salotto”, che ci ha permesso di immaginare questo spazio e dare un ulteriore significato a questo servizio, così “giovane” ma così intenso.

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