Un luogo sicuro, che cambia.

Oggi vi raccontiamo la storia di C., utente della Bussola da più di un anno, che ha deciso di renderci parte della sua esperienza al nostro centro diurno. Il Centro è spesso vissuto dagli ospiti come un punto di riferimento, un luogo sicuro e stabile che permette di prendere del tempo per sè e prendersi cura di sè, allontanare i pensieri, riprendere a fare cose che la vita di strada non ha più permesso, scoprire o riscoprire passioni e abilità.

“Le mie difficoltà sono iniziate qualche anno fa, quando a seguito di alcune problematiche ho passato un periodo buio della mia vita in cui sono finito a dormire all’asilo notturno e a mangiare alle cucine popolari. Io ho un carattere un po’ particolare e in posti come le cucine popolari vedevo persone che avevano comportamenti aggressivi, inadeguati, qualcuno che se la prendeva con i più deboli e rischiavo di arrabbiarmi e di far emergere i lati più negativi di me. Per questi motivi i servizi sociali mi hanno proposto di frequentare il centro diurno “La Bussola”. Non sapevo nemmeno cosa fosse “questa Bussola”, però l’assistente sociale mi aveva assicurato che qui avrei potuto trovare un posto dove poter stare dalle 12.00 fino alle 16.00, mangiare, conoscere persone e guardare la tv.

All’inizio devo dire la verità ero molto titubante, non ero convinto di voler frequentare il centro, anche perché alcune persone mi avevano detto che sarei andato in un luogo per gente che ha problemi mentali e che la responsabile è una persona severa.

Alla fine mi sono convinto e ho deciso di provare lo stesso pensando che comunque non avevo nulla da perdere. Da subito mi sono reso conto che le cose non stavano proprio come me le avevano descritte.

La prima cosa che mi ha convinto a rimanere è stata la televisione. Sembra assurdo, ma non mi sembrava vero di poter guardare per qualche ora la tv. Da quanto tempo non la vedevo!!! Ero ormai fuori dal mondo. Mi ricordo ancora i primi giorni, Anna mi invitava spesso ad abbassare il volume, perché rimanevo incantato tutto il tempo davanti a quello schermo.

Pian piano mi sono affezionato a questo posto e ad Anna, tanto che anche quando ad un certo punto ho trovato lavoro, il sabato comunque ho voluto continuare a frequentare, magari a volte passando anche solo per un saluto. In realtà si sono alternati momenti in cui ho lavorato, a momenti in cui invece ero disoccupato, sta di fatto che ho sempre voluto tenere la Bussola come un rifugio, come luogo sicuro dove potermi recare in caso di difficoltà. Avere un punto di riferimento nuovo non mi sembrava vero, pensando ai periodi in cui mi ero ridotto a dormire sotto un ponte o in stazione…stare qui era davvero un sogno!

Devo riconoscere che alla Bussola ho conosciuto molte persone e ho stretto qualche amicizia. Ricordo in particolar modo i primi tempi, dopo mangiato con alcuni andavamo insieme al parco per passare un po’ il tempo e stare in compagnia. Al centro diurno poi arrivano sempre persone nuove, io cerco di parlarci e se capita di mettere a tacere le lamentele. Durante il pranzo, nel tavolo in cui mangio mi diverto a stuzzicare con le mie battutine gli altri, scherzo, rido e chiacchiero sia con i ragazzi che con gli operatori. Passare le mie giornate in questo modo mi aiuta a non aver pensieri negativi, in generale a non pensare proprio.

Alla Bussola mi è stata data anche la possibilità di svolgere delle attività, a volte ricevendo un piccolo compenso: lavando i piatti sono riuscito a pagarmi il corso per il patentino che mi serviva per poter lavorare; ho fatto anche altro, come attività di volantinaggio e raccolta pasti dalle scuole. Inizialmente, in realtà, avrei dovuto frequentare due giorni alla settimana il laboratorio di assemblaggio, ma questa cosa proprio non riuscivo ad accettarla, stare fermo seduto non fa proprio per me, mi veniva sonno e mi annoiavo. Da qualche tempo, per fortuna, però c’è anche la possibilità di poter svolgere delle attività manuali grazie alla presenza di alcuni volontari. Sto frequentando il laboratorio di terracotta e mi piace molto. All’inizio lo facevo solo perché conoscevo la volontaria già da tempo, quindi avevo una certa confidenza ed ero contento che fosse alla Bussola; poi si è aggiunta anche una sua amica e adesso proprio quest’ultima sta portando avanti l’attività. Mi ha molto colpito questa cosa, perché pensavo lo facesse solo per stare con l’amica invece ho capito che è davvero felice di venire alla Bussola e di fare delle cose insieme a noi. Le ho persino fatto un regalino proprio perché credo sia giusto ringraziarla di quello che fa gratuitamente.

La Bussola sta cambiando molto se ripenso a quando sono arrivato: tutti noi ci diamo da fare per far funzionare la struttura ora e penso sia molto positivo. Tutti fanno qualcosa e danno una mano. Non è richiesto molto: io ora devo distribuire le bibite durante il pranzo ed è un’attività veloce, faccio presto! Per me essere attivo e avere sempre qualcosa da fare è fondamentale per farmi sentire bene.

Spero questo periodo passi e il mio obiettivo è quello di trovare un lavoro ovviamente, ma penso che i contatti con la Bussola li terrò sempre!”

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