Paternità: un percorso da vivere.

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato la festa del Papà.

Nel nostro lavoro con gli uomini che agiscono comportamenti violenti nelle relazioni affettive ci capita spesso di affrontare il tema della paternità. In particolare, ci troviamo ad affrontare questioni quali la relazione padre-figli, inevitabilmente compromessa dai comportamenti violenti del padre; la difficoltà che i padri hanno nel riconoscere i bisogni, le emozioni e i desideri dei figli oppure la difficoltà di esercitare la propria paternità nel momento in cui la separazione sopraggiunge per proteggere la partner dalla violenza
dell’uomo.
Per questi motivi abbiamo chiesto ad un uomo, che frequenta il gruppo, di condividere qualche pensiero sulla paternità in occasione proprio della festa del papà.

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Un Salotto denso di storie.

Il “salotto” è un concetto che evoca calore, pace, riposo. Uno spazio intimo in cui rifugiarsi ma anche uno spazio di incontro e convivialità. A partire da settembre 2019 questo concetto ha assunto nuove sfumature di significato e ha incontrato nuove storie di vita: il Salotto è, infatti, il nome di un nuovo servizio di cui si occupa la nostra cooperativa. Si tratta di un centro diurno ospitato presso l’Asilo Notturno comunale, struttura che, da anni, accoglie persone senza dimora e in stato di grave emarginazione. È proprio in questo contesto che il Salotto si inserisce come spazio diurno aperto ad alcune delle persone lì ospitate, e dà loro la possibilità di usufruire dell’Asilo Notturno in un modo diverso e in una fascia oraria in cui prima la struttura era chiusa. Il Salotto, infatti, apre ogni giorno, dal lunedì al venerdì, per la durata di due ore, prima dell’apertura serale della struttura. Per poter raccontare cosa si fa al Salotto e che significato ha per le persone che lo frequentano, abbiamo deciso di chiedere proprio a loro.

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TRAME, un progetto di innovazione sociale e sostenibilità ambientale.

Quasi due anni di attività ed è il momento di raccontare finalmente uno degli ultimi progetti di Gruppo R che riesce a combinare “Vite, talenti e stoffe”, come recita fiero il claim.

Già, TRAME, un marchio rigorosamente di design, ma etico. Non a caso il team che ci lavora con entusiasmo è anche artefice del termine “ethic chic“.

Ma di cosa si tratta? TRAME è in breve un’idea imprenditoriale di innovazione sociale, un marchio etico, originale e responsabile. Parliamo di accessori che nascono da una vivace e innovativa combinazione di design di prodotto e stoffe pregiate, con un’attenzione alle tendenze del momento. Sono pezzi unici, made in Italy e fatti a mano, che rispecchiano il valore e l’unicità delle persone che li realizzano.

E chi li realizza? Persone vere e in questo momento soprattutto donne, guidate da una maestra d’arte e da una designer.

E perché etico? Perché Trame si rifà alla filiera del riuso e alla dialettica dell’economia circolare.

E quindi gli accessori nascono da un’attenta selezione di tessuti di pregio donati da imprese locali e che, scartati da processi produttivi in cui risultano ormai inutili, entrano nel processo creativo TRAME, riacquistando design e funzionalità̀, secondo una logica sostenibile e di rispetto dell’ambiente.

Chi meglio delle persone stesse, però, può raccontarci quanto accade dentro e fuori TRAME? Importante riportarvi le loro sensazioni, i loro punti di vista, dopo questi primi due anni di sartoria, raccolta tessuti, aperishop, collaborazioni e social network.

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Dalla notte all’aurora.


Una vita bella e come la volevo io , cervello sempre attivo , atteggiamento sempre costruttivo e attenzione a chi si trovava in difficoltà. Pronto a dare e terribilmente imbarazzato nel chiedere e/o ricevere. Un lavoro, tante passioni che mi facevano sognare sempre un nuovo futuro e, come diceva mio nonno  ” in tasca sempre un soldo in più di quello che mi serve “.

Un brutto giorno la salute cede, piano piano i problemi diventano sempre più seri, ma il mio ottimismo mi tiene ancora fiducioso nel futuro. Problemi sempre più complessi e la sfortuna di trovare medici che sottovalutano la mia situazione. Salute incerta, la crisi e il lavoro non c’è più.

Mi concentro sulla salute ma la situazione si è ingarbugliata e non permette una visione chiara . Il tempo passa e i risparmi finiscono , il mio comportamento corretto degli anni precedenti mi fà guadagnare del tempo ma non basta. Richiedo un intervento alle istituzioni deputate alla mia nuova situazione ma è un porto delle nebbie  e il mio ottimismo piano piano lascia il posto ai pensieri negativi che mi trascinano in uno “stato mentale” non mio ! Un gorgo che mi fà vedere tutto negativo…non vedo più un futuro.

Un giorno vengo inviato al CD “La Bussola” e con molto scetticismo ci vado , vengo accolto con un sorriso e senza domande. Ci sono altre persone con situazioni simili alla mia e uno di loro , senza rendersene conto , mi fà  “scollegare” il cervello dai pensieri negativi  per 3-4 ore al giorno . La salute peggiora , due ricoveri nel porto delle nebbie e zero risposte; ma grazie allo staff del centro diurno entro in un appartamento di seconda accoglienza ed esco dal garage dove ero finito a dormire. Un letto con delle lenzuola, delle finestre, un bagno con doccia e una telefonata di “presenza e cortesia” al mattino dell’operatore che segue la mia persona. Un sollievo! Oltre ad ottusi burocrati, degli esseri umani di una cooperativa sociale mi stimolano, giustamente, ad essere attivo per me stesso e per i miei problemi e a riprendere attività compatibili  con le mie attitudini.

Adesso sono aumentate leggermente le mie entrate, grazie ad un impegno in una cooperativa sociale, e ho ritrovato il gusto di farmi riparare delle scarpe , di cambiarmi gli occhiali e altre piccole necessità; ma mi sono accorto che ho anche ricominciato a pensare al futuro (non a grandi cose viste le mie entrate ).

Una storia banale? Forse si o forse, ho incontrato persone che in punta di piedi si sono messi al mio fianco, sono stati capaci di “ribaltare” il mio stato mentale, è una storia speciale. Non so se adesso quella “luce” che mi sembra di intravedere è l’aurora o no ma in questo periodo ho la sensazione che la notte stia per finire.

GRAZIE  P.D.

PNL: percorsi di inserimento lavorativo

Abbiamo chiesto a M. di raccontarci la sua esperienza e il suo percorso in PNL, uno dei nostri servizi di tipo B che si occupa di inserimento lavorativo per persone in situazione di svantaggio. Un servizio poco conosciuto, che non fa molto parlare di sé ma che è una grande ricchezza per la nostra cooperativa: un servizio che si pone l’obiettivo di offrire nuove opportunità, svolgendo attività  produttive finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone con svantaggi fisici o psichici, ex detenuti, persone uscite da percorsi di fuoriuscita dalle dipendenze, persone che per altre condizioni personali come età, poche competenze e fragilità non certificate sono poco appetibili per il mercato. Il servizio si realizza in tre strutture e si occupa di attività di assemblaggio e logistica per aziende del territorio, offrendo opportunità di lavoro ma rispondendo anche ai bisogni ed alle esigenze espressi da cittadini svantaggiati sia in ambito lavorativo ma anche di partecipazione attiva e autodeterminazione. M. non è abituato a parlare di sé ma ha deciso di condividere con il suo operatore di riferimento, Daniele, alcuni aspetti del suo percorso in PNL e della sua storia.

Come mai sei arrivato in PNL? Nel tempo ho avuto delle difficoltà a mantenere i lavori più impegnativi e questo ha portato la mia situazione clinica a peggiorare velocemente. In quel periodo l’assistente sociale mi ha proposto un percorso in un centro occupazionale diurno (COD) e, una volta valutato il mio rendimento, dopo un anno, hanno deciso di passarmi al CLG (Centro Lavoro Guidato) e successivamente proposto per lavori in cooperativa o aziende. Dopo un lungo periodo in cooperativa si è presentata l’occasione di effettuare un tirocinio in PNL tramite l’assistente sociale del Centro di Salute Mentale. Continua a leggere PNL: percorsi di inserimento lavorativo

Gruppo R….in classe!

Durante il mese di febbraio abbiamo avuto la possibilità di entrare nella scuola secondaria di primo grado di S. Martino di Lupari per lavorare insieme ai ragazzi, alla scoperta degli stereotipi di genere, sensibilizzando sul tema della violenza ma soprattutto cercando di valorizzare il femminile e il maschile ed educare alle differenze.

Abbiamo tenuto un laboratorio di tre incontri, incontrando 6 terze medie. E’ stato il primo nostro progetto con le scuole secondarie, un desiderio che Gruppo R coltivava da ormai diversi anni e che è stato possibile realizzare grazie anche al sostegno dell’Azienda Pettonon Cosmetics.

Ognuno dei ragazzi ci ha trasmesso qualcosa di diverso e ogni classe è stata un universo a sé. Alchimie di voci, visi e caratteri differenti hanno reso unico il lavoro che abbiamo fatto con loro.

Perchè era così importante per noi riuscire a parlare di queste tematiche con i ragazzi delle scuole? Continua a leggere Gruppo R….in classe!

Tre anni di Centro Antiviolenza

Nel Marzo 2016 la nostra cooperativa intraprendeva una nuova avventura, tutta da costruire, con l’apertura del centro antiviolenza “Civico Donna” nel Comune di Chioggia.

Abbiamo chiesto ad Alice, operatrice del centro, di condividere con noi questo percorso e questi anni di lavoro, passione ed emozioni.

“Quando ho accolto la signora A. al centro antiviolenza, tre anni fa, ho capito da subito che sarebbe stata una strada difficoltosa e impegnativa; era la prima donna che si rivolgeva a “Civico Donna”, dopo di lei ce ne sarebbero state più di cento.
Ho capito che avrei dovuto reggere a molte lacrime, molto sfoghi, molte domande, alle quali non sempre avrei avuto una risposta. Ho capito anche che avrei dovuto imparare molto, sul campo, perché la teoria, la formazione e le letture ti accompagnano fino alla porta dell’ufficio, poi ci sei tu, come “operatrice” e come donna, ad accogliere un’altra donna con il suo enorme dolore, con la sua anima ferita e offesa, con le sue cicatrici: sempre sul cuore, a volte sulla pelle. Continua a leggere Tre anni di Centro Antiviolenza

Fratelli in Italia

“Chi salva una vita salva il mondo intero” (Talmud)

Venerdì 18 gennaio è stato messo in scena lo spettacolo “Fratelli in Italia”, presso il Centro Parrocchiale San Giuseppe di Legnaro. A seguire la serata, un pubblico numeroso, tra cui autorità locali come il Sindaco e l’Assessore alle politiche sociali, il comandante dei Carabinieri e il parroco di Legnaro.

L’idea di realizzare lo spettacolo a Legnaro deriva dal fatto che ospita una casa di accoglienza gestita dalla cooperativa Gruppo R, dove dieci ragazzi provenienti da tre diversi paesi africani vivono in attesa dell’esito della loro richiesta di status di richiedenti asilo. L’obiettivo della serata era portare informazioni su un tema così delicato e attuale come quello delle migrazioni e far conoscere al pubblico le possibili motivazioni che spingono le persone a migrare e a non fermarsi una volta partiti: le violenze subite, il costo economico del viaggio e i suoi pericoli, una situazione di guerra, le persecuzioni politiche o religiose o, più in generale, la totale precarietà del proprio paese che non ti permette di vivere dignitosamente.

Lo spettacolo ha avuto un ruolo molto importante per Continua a leggere Fratelli in Italia

Non perdere la Bussola! 6.10.2018

Sabato 6 Ottobre il nostro Centro Diurno “La Bussola” ha intrapreso una nuova avventura.
Dopo mesi di organizzazione, con l’aiuto di molti preziosi volontari, “Non perdere la Bussola” è stata una giornata di apertura al territorio, con attività e laboratori per grandi e piccini. Letture animate, laboratorio di terracotta e di cucina del riciclo per raccontarci, far conoscere il nostro servizio e ringraziare l’azienda Pettenon Cosmetics Spa che da quest’anno ha deciso di sostenere il servizio.
E’ stata un’esperienza intensa, che ha permesso di instaurare relazioni più forti con volontari e utenti, già conosciuti o appena incontrati nelle strade del nostro centro. Momenti di condivisione che hanno permesso di trasformare un pomeriggio (di pioggia) in un momento di festa, trasformandoci in una squadra compatta e vincente. 
Ognuno il suo ruolo, ognuno libero di trovare uno spazio per partecipare. Chi si è dedicato all’allestimento, chi alla logistica, chi all’organizzazione del buffet e della musica, chi ha realizzato oggetti in terracotta, chi si è offerto per raccontarci con un video.
Tutti insieme per costruire qualcosa di nuovo ma autentico.

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Appunti di Viaggio

Da pochi giorni ha concluso il suo anno di servizio civile nel servizio per ragazzi e ragazze richiedenti asilo, Sofia.

Come già sottolineato anche in altri post i nostri volontari di servizio civile sono risorse importanti che arricchiscono i nostri servizi, il lavoro di tutti e giorni e le nostre equipe.

Anche lei, prima di concludere questo anno, ha deciso di raccontarci questo suo viaggio….e la vogliamo ringraziare per il suo impegno e per questo percorso fatto con noi!

“La scelta di svolgere il servizio civile è stata maturata ed arricchita nel corso del tempo a fronte di numerosi fattori sociali, personali e di curiosità che hanno aumentato in me la voglia di comprendere e cercare di capire alcune dinamiche riguardo il funzionamento, la gestione e l’organizzazione del sistema d’accoglienza dei richiedenti asilo, un tema sociale tanto importante quanto delicato in questi tempi. Volevo calarmi all’interno di una “piccola realtà” perché credo che la possibilità di generare un senso di speranza alle persone accolte, nasca anche dalla relazione e dal tempo che si dedica. In particolare, volevo conoscere Loro, i protagonisti di queste storie tanto discusse quanto non conosciute: giovani ragazzi e ragazze africani/e che per diverse circostanze
della vita, si trovano a vivere qui, in Italia, lontani dai loro affetti e dalla loro terra madre. Continua a leggere Appunti di Viaggio