Fratelli in Italia

“Chi salva una vita salva il mondo intero” (Talmud)

Venerdì 18 gennaio è stato messo in scena lo spettacolo “Fratelli in Italia”, presso il Centro Parrocchiale San Giuseppe di Legnaro. A seguire la serata, un pubblico numeroso, tra cui autorità locali come il Sindaco e l’Assessore alle politiche sociali, il comandante dei Carabinieri e il parroco di Legnaro.

L’idea di realizzare lo spettacolo a Legnaro deriva dal fatto che ospita una casa di accoglienza gestita dalla cooperativa Gruppo R, dove dieci ragazzi provenienti da tre diversi paesi africani vivono in attesa dell’esito della loro richiesta di status di richiedenti asilo. L’obiettivo della serata era portare informazioni su un tema così delicato e attuale come quello delle migrazioni e far conoscere al pubblico le possibili motivazioni che spingono le persone a migrare e a non fermarsi una volta partiti: le violenze subite, il costo economico del viaggio e i suoi pericoli, una situazione di guerra, le persecuzioni politiche o religiose o, più in generale, la totale precarietà del proprio paese che non ti permette di vivere dignitosamente.

Lo spettacolo ha avuto un ruolo molto importante per stimolare una riflessione sull’esistenza di queste persone, sulle loro realtà e sull’importanza di “esercitare l’empatia”, immedesimandosi. Empatia per la sofferenza dell’altro, per la sua storia, per la sua volontà di superare le difficoltà e la rassegnazione nei confronti di una vita dolorosa. Siamo tutti esseri umani e, indipendentemente dal colore della pelle, genere, religione e nazionalità, tutti abbiamo dei sogni, ridiamo e piangiamo e aspiriamo a una vita dignitosa che possa offrire il meglio anche alle nostre famiglie. Una riflessione importante in tutte le epoche e per tutte le generazioni, in questo momento storico e politico mondiale, ma che acquista ancora più forza nel contesto italiano contemporaneo, dove è necessario dare voce ai valori umani.

Tutto questo è stato realizzato grazie all’interpretazione di otto attori, quattro italiani e quattro di altre nazionalità, che grazie alle loro diversità hanno rafforzato ulteriormente la rappresentazione dell’accoglienza e dell’integrazione.

Nel pubblico erano presenti anche alcuni ragazzi richiedenti asilo. Ecco che il teatro è diventato uno “specchio”, dove poter vedere la propria storia raccontata da un attore o un’attrice sul palcoscenico, anch’esso immigrato in Italia, con difficoltà simili ma che ora racconta la sua storia, con una rappresentazione teatrale, riuscendo a superare le barriere del sentirsi diverso e mostrando come l’integrazione sia possibile.

Vorrei concludere facendo i complimenti a tutte le persone che hanno reso possibile trasformare un venerdì sera qualsiasi in una serata speciale, la compagnia teatrale, tutto il pubblico presente, i ragazzi richiedenti asilo accolti da Gruppo R.

Che il messaggio trasmesso in quella notte risuoni nelle nostre menti e influisca positivamente nei nostri atteggiamenti quotidiani, ci ispirino a tendere la mano verso l’altro e a riconoscerlo come pari.

Beatriz W. – volontaria SVE in Gruppo R

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